Dire&Fare
La Pubblica Amministrazione che funziona
“L'ospedale lo conosco anch'io”

Il Progetto ”l’Ospedale lo conosco anch’io” è un’iniziativa educativa, finanziata dall’Associazione di Volontariato ”Noi per Loro” di Parma, che si è sviluppata grazie ad una fattiva collaborazione e condivisione d’intenti tra l’Assessorato alle Politiche per l’Infanzia e per la Scuola del Comune di Parma, la Scuola in Ospedale, l’Azienda Ospedaliera di Parma - Reparto di Pediatra Oncoematologia e il sostegno della Fondazione Cariparma – Credit Agricole.
Il progetto ha tracciato le linee per un intervento di sensibilizzazione, successivamente realizzato presso diverse Scuole dell’Infanzia della città, per prevenire e ridurre gli eventuali disagi che possono insorgere durante un’esperienza di ricovero ospedaliero. L’evento ricovero rappresenta per il bambino un cambiamento, talvolta responsabile di un senso di precarietà, insicurezza, smarrimento. Rivolgersi ai bambini, quando sono in una situazione di benessere fisico, psichico e sociale, consente loro una riflessione serena attorno a questo argomento. L’informazione e la preparazione permettono infatti al bambino di mobilitare risorse di forza e coraggio, per affrontare adeguatamente sul piano mentale le proprie esperienze. Nel contesto scuola, l’attuazione di percorsi gioco, da condividere con gli altri, ha permesso al bambino/a di elaborare sentimenti, emozioni, fantasie, paure. Partendo dal presupposto che si teme soprattutto ciò che non si conosce, il progetto ha inteso creare nel bambino/a la giusta consapevolezza di tutto ciò che rappresenta il mondo dell’ospedale.
Il percorso educativo-didattico è iniziato raccontando ai bambini/e la storia “Tilly una farfalla speciale”, farfalla che nel suo girovagare va alla ricerca di luoghi sempre nuovi e incontra Celestino, un bambino che vive l’esperienza dell’ospedale. Il racconto è stato lo sfondo all’interno del quale si è delineata la proposta educativa tesa a creare una situazione coinvolgente, in grado di suscitare interesse e motivazione da parte del bambino/a. E’ stato un modo per parlare al bambino di un mondo conosciuto e sconosciuto, è stata un’occasione che ha gettato le basi per scambiarsi idee, dubbi e trovare possibili risposte ai tanti interrogativi. Elemento centrale di ogni proposta è stato il gioco in quanto “risorsa privilegiata di apprendimento e relazioni” e mezzo che permette al bambino di conoscere la realtà, trasformandola, manipolandola, intervenendo su di essa.
Il progetto ha coinvolto anche le famiglie per svolgere un’azione di supporto alla funzione genitoriale, nell’intento di fornire alcune idee-guida per affrontare un’ipotetica ospedalizzazione del proprio figlio/a. L’incredibile partecipazione ed entusiasmo da parte dei bambini, la collaborazione delle famiglie, la competenza degli insegnanti nell’affrontare un tema così delicato, hanno permesso a questo progetto di crescere fino a trasformarlo in un’esperienza straordinaria anche per altre città.
Il progetto ha tracciato le linee per un intervento di sensibilizzazione, successivamente realizzato presso diverse Scuole dell’Infanzia della città, per prevenire e ridurre gli eventuali disagi che possono insorgere durante un’esperienza di ricovero ospedaliero. L’evento ricovero rappresenta per il bambino un cambiamento, talvolta responsabile di un senso di precarietà, insicurezza, smarrimento. Rivolgersi ai bambini, quando sono in una situazione di benessere fisico, psichico e sociale, consente loro una riflessione serena attorno a questo argomento. L’informazione e la preparazione permettono infatti al bambino di mobilitare risorse di forza e coraggio, per affrontare adeguatamente sul piano mentale le proprie esperienze. Nel contesto scuola, l’attuazione di percorsi gioco, da condividere con gli altri, ha permesso al bambino/a di elaborare sentimenti, emozioni, fantasie, paure. Partendo dal presupposto che si teme soprattutto ciò che non si conosce, il progetto ha inteso creare nel bambino/a la giusta consapevolezza di tutto ciò che rappresenta il mondo dell’ospedale.
Il percorso educativo-didattico è iniziato raccontando ai bambini/e la storia “Tilly una farfalla speciale”, farfalla che nel suo girovagare va alla ricerca di luoghi sempre nuovi e incontra Celestino, un bambino che vive l’esperienza dell’ospedale. Il racconto è stato lo sfondo all’interno del quale si è delineata la proposta educativa tesa a creare una situazione coinvolgente, in grado di suscitare interesse e motivazione da parte del bambino/a. E’ stato un modo per parlare al bambino di un mondo conosciuto e sconosciuto, è stata un’occasione che ha gettato le basi per scambiarsi idee, dubbi e trovare possibili risposte ai tanti interrogativi. Elemento centrale di ogni proposta è stato il gioco in quanto “risorsa privilegiata di apprendimento e relazioni” e mezzo che permette al bambino di conoscere la realtà, trasformandola, manipolandola, intervenendo su di essa.
Il progetto ha coinvolto anche le famiglie per svolgere un’azione di supporto alla funzione genitoriale, nell’intento di fornire alcune idee-guida per affrontare un’ipotetica ospedalizzazione del proprio figlio/a. L’incredibile partecipazione ed entusiasmo da parte dei bambini, la collaborazione delle famiglie, la competenza degli insegnanti nell’affrontare un tema così delicato, hanno permesso a questo progetto di crescere fino a trasformarlo in un’esperienza straordinaria anche per altre città.


















