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Le fiabe nel cesto

L’utilizzo della fiaba come momento pedagogico fondamentale vuole, come suggerisce Bettelheim, “ far riemergere il mondo interiore del bambino e aiutarlo a trovare un significato alla vita”.
La fiaba è un genere narrativo universale, che si ritrova nella tradizione orale di ciascun popolo e che si tramanda da una generazione ad un’altra.
Il racconto e la tradizione orale racchiudono una rete di significati profondi attraverso i quali è possibile interpretare il mondo e l’organizzazione del vivere sociale di ogni cultura.
La sua struttura narrativa costante e facilmente riconoscibile per il bambino risulta rassicurante, familiare e dà stabilità e sicurezza, due elementi importanti nell’età evolutiva. Nelle fiabe scopriamo gli stessi sogni e le stesse risposte ai bisogni che riconosciamo in noi stessi: ogni bambino ha bisogno della sua fiaba, che inconsapevolmente lo rassicura, lo fa crescere, gli dà la fiducia che potrà cavarsela in qualsiasi situazione e gli offre un maggior controllo sulle emozioni e sugli eventi esterni.
Attraverso la magia della storia narrata il bambino può immergersi liberamente nel mondo fantastico e acquistare la fiducia di poter superare le proprie ansie e paure.
Le favole dove stanno?
Ce n’è una in ogni cosa: nel legno, nel tavolino, nel bicchiere, nella rosa.
La favola sta lì dentro da tanto tempo e non parla:
è una bella addormentata
e bisogna svegliarla.
Ma se un principe, o un poeta,
a baciarla non verrà
un bimbo la sua favola
invano aspetterà.
Gianni Rodari
Le fiabe nel cesto:
L’adulto seduto in cerchio con un piccolo gruppo di bambini racconta la fiaba utilizzando oggetti - simbolo contenuti nel cesto di vimini coperto da una stoffa, suscitando l’attesa e la sorpresa di ascoltare fiabe utilizzando strumenti impropri, oggetti ignari dello standard tecnologico, ricchi di simbologie e fascino, che stimolano la fantasia e l’immaginario che è nell’inconscio di ciascuno di noi, adulto o bambino.
La fiaba è un genere narrativo universale, che si ritrova nella tradizione orale di ciascun popolo e che si tramanda da una generazione ad un’altra.
Il racconto e la tradizione orale racchiudono una rete di significati profondi attraverso i quali è possibile interpretare il mondo e l’organizzazione del vivere sociale di ogni cultura.
La sua struttura narrativa costante e facilmente riconoscibile per il bambino risulta rassicurante, familiare e dà stabilità e sicurezza, due elementi importanti nell’età evolutiva. Nelle fiabe scopriamo gli stessi sogni e le stesse risposte ai bisogni che riconosciamo in noi stessi: ogni bambino ha bisogno della sua fiaba, che inconsapevolmente lo rassicura, lo fa crescere, gli dà la fiducia che potrà cavarsela in qualsiasi situazione e gli offre un maggior controllo sulle emozioni e sugli eventi esterni.
Attraverso la magia della storia narrata il bambino può immergersi liberamente nel mondo fantastico e acquistare la fiducia di poter superare le proprie ansie e paure.
Le favole dove stanno?
Ce n’è una in ogni cosa: nel legno, nel tavolino, nel bicchiere, nella rosa.
La favola sta lì dentro da tanto tempo e non parla:
è una bella addormentata
e bisogna svegliarla.
Ma se un principe, o un poeta,
a baciarla non verrà
un bimbo la sua favola
invano aspetterà.
Gianni Rodari
Le fiabe nel cesto:
L’adulto seduto in cerchio con un piccolo gruppo di bambini racconta la fiaba utilizzando oggetti - simbolo contenuti nel cesto di vimini coperto da una stoffa, suscitando l’attesa e la sorpresa di ascoltare fiabe utilizzando strumenti impropri, oggetti ignari dello standard tecnologico, ricchi di simbologie e fascino, che stimolano la fantasia e l’immaginario che è nell’inconscio di ciascuno di noi, adulto o bambino.


















